Lo Studio

Lo Studio del Dott. Cerino, accogliente e confortevole ha a disposizione le miglliori attrezzature per dare al tuo sorriso la massima cura.

F.A.Q.

Le domande più comuni che noi tutti ci facciamo. Ecco le risposte del Dott. Cerino. Se non trovi quella giusta contattaci  

DOMANDE FREQUENTI

Servizi

Implantologia, Chirurgia orale e Odontoiatria estetica solo alcuni dei servizi che propone lo Studio. Utilizziamo anche l'Omeopatia.

Casi Clinici

Ecco una panoramica di casi clinici che il Dott. Cerino ha trattato con successo, riassunti nella pagina cliccabile a questo LINK

DOMANDE FREQUENTI - IL DOTT. CERINO RISPONDE

Quale tipo di spazzolino è consigliabile usare?
In linea di massima è da preferirsi uno spazzolino a setole medie; chi ha acquisito di una buona manualità, potrà utilizzare anche uno spazzolino a setole dure. Le setole morbide sono da preferirsi in seguito ad interventi chirurgici, implantologici o di chirurgia parodontale.

C’è differenza tra i vari dentifrici?

Differenze sostanziali non ne esistono, ciò che cambia è la gradevolezza del sapore. Un caso a parte rappresentano i dentifrici desensibilizzanti che, contenendo particolari sostanze chimiche, svolgono, anche se temporaneamente, l’effetto di ridurre la sensibilità dentale. Sono invece da sconsigliare i dentifrici “sbiancanti”, in quanto agiscono per effetto abrasivo sul dente, rovinandone lo smalto

Il filo interdentale non rovina le gengive?

Assolutamente NO, anzi, è l’unico strumento che consente di raggiungere gli spazi interprossimali (spazio tra dente e dente). L’importante è acquisire la giusta manualità, in modo da non “ferirsi” le gengive. Tra i vari fili, sono da preferirsi quelli “cerati”.

Fare la “pulizia dei denti” non rovina o indebolisce i denti?

NO. L’ablazione del tartaro serve ad eliminare i fattori etiologici che sono la causa di gengivite e parodontite (in passato definita piorrea). E’ come pensare di poter rovinare un pavimento, lavandolo tutti i giorni. Mediamente le sedute di igiene orale vanno effettuate ogni 6 mesi, vi sono tuttavia casi in cui è necessario fissare un appuntamento ogni 3 mesi e casi in cui, il paziente ha raggiunto un tale livello di igiene orale domiciliare, che i richiami sono opportuni anche una sola volta l’anno.

La carie può trasmettersi da un dente all’altro?

NO. La carie è un processo di demineralizzazione del dente, causato da batteri che però non sono in grado di “infettare” gli altri denti. E’ tuttavia possibile che da un dente cariato comincino a cariarsi quelli contigui, ma solo perché, lì dove vi è una carie, si creano le condizioni affinché si accumuli un maggior quantitativo di placca e cibo, il che favorisce la colonizzazione batterica anche dei denti contigui.

E’ sempre necessario curare un dente cariato?

Si, la carie non è un processo che può regredire o arrestarsi, la sua unica tendenza è ad evolversi.

Quali materiali vengono utilizzati per otturare il dente cariato?

Attualmente sono due i materiali in uso: le resine composite e l’amalgama d’argento (la così detta “piombatura”).

In base all’elemento dentario da trattare ed all’estensione del processo carioso, si opta per un materiale piuttosto che per un altro.

Ma l’amalgama d’argento non contiene il Mercurio ed è quindi tossica?

L’amalgama d’argento contiene il mercurio il quale, come tutti i metalli pesanti, è dannoso per alcuni organi. Tuttavia, il quantitativo di mercurio contenuto in una capsula di amalgama, è pari a circa un quinto della dose di mercurio che chiunque di noi assume mangiando a base di pesce (principale assorbitore del mercurio che inquina le acque). Un caso a parte è rappresentato da soggetti sensibili al mercurio nel qual caso l'impiego dell'amalgama d'argento è sconsigliabile.

E’ vero che si può utilizzare il laser per curare le carie?

Attualmente sono in uso differenti tipologie di laser, così come la Ozono terapia, per cercare di curare le lesioni cariose. In realtà si sono rivelati utili solo per lesioni cariose iniziali; per quelle di dimensioni meno contenute è sempre necessario ricorrere all’uso della turbina ad aria (comunemente chiamata “trapano”).

E’ doloroso devitalizzare un dente?

La terapia canalare (o devitalizzazione), viene effettuata con l’ausilio del comune anestetico locale, quindi nella quasi totalità dei casi è totalmente indolore. In una ridotta percentuale di casi, cioè quando la “polpa” (il nervo) è molto infiammata, può essere avvertito, solo nelle fasi iniziali un fastidio più o meno intenso.

Quante sedute sono necessarie per completare una devitalizzazione?

In passato, erano necessari diversi appuntamenti per avere la “certezza” di aver eliminato tutto il tessuto infetto; attualmente, con l’impiego di strumenti meccanici in Nichel Titanio e con l’ausilio del localizzatore apicale, le sedute si sono ridette a due (una per la terapia canalare, l’altra, per la ricostruzione dell’elemento dentario trattato).

E’ vero che un dente devitalizzato dura meno degli altri?

NO, un dente devitalizzato è solo più “fragile” (nel senso che, disidratandosi, tende a “cristallizzarsi”), ma attuando adeguate procedure di ricostruzione quali l’impiego di perni in fibra di vetro o, perni endocanalari in lega aurea, ed eventualmente incapsulando il dente trattato, si ovvia a tale rischio, ottenendo un dente che ha nel tempo, ottime aspettative di durata.

Cosa accade se non si devitalizza un dente?

Il rischio principale è che possa, nel tempo, formarsi un granuloma o, peggio ancora, una cisti, in corrispondenza dell’apice del dente, la qual cosa richiederebbe un piccolo intervento chirurgico per rimuoverla.

Perché i denti devitalizzati si scuriscono?

Ciò accade solo quando vengono effettuate terapie canalari incomplete o scorrette, rischio, attualmente ridotto a zero, grazie all’impiego di strumenti meccanici in Nichel Titanio e del localizzatore apicale.

Come si cura la malattia parodontale?

In base alla gravità della stessa vi sono differenti opzioni terapeutiche:

1. Levigatura radicolare o courettage (nei casi meno gravi)

2. Intervento di Widman, associato alla levigatura

3. Inserimento di membrane ed eventualmi materiali di riempimento (nei casi in cui vi sono gravi deficit ossei)

Perché dopo le sedute di terapia parodontale, i denti sono più sensibili e sembrano muoversi maggiormente?

La sensibilità è legata alla temporanea (e in alcuni casi permanente) retrazione della gengiva, che in tal modo determina l’esposizione di una porzione della radice del dente che, non essendo ricoperta di smalto, risulta maggiormente esposta agli agenti termici (cibi o bevande calde e fredde).

L’aumento di mobilità è invece solo temporaneo, tenderà infatti a ridursi, con la guarigione dei tessuti sottoposti a terapia parodontale.

Le terapie parodontali sono dolorose?

NO, si effettuano, come tutte le terapie chirurgiche, in anestesia locale. Nella fase post-operatoria, potrebbero esserci lievi episodi dolorosi, accompagnati da un temporaneo aumento della sensibilità.

I risultati ottenuti sono “eterni”?

NO, come tutte le terapie mediche, sono necessarie delle sedute di controllo, da effettuarsi secondo determinate scadenze. Inoltre, l’elemento fondamentale per il mantenimento nel tempo dei risultati, è la “collaborazione “ del paziente che dovrà effettuare scrupolose manovre di igiene orale, mantenere un corretto regime alimentare e ridurre (se tabagista), l’assunzione di nicotina.

Dopo l’estrazione di un dente, avrò gonfiore o dolore?

Ogni estrazione rappresenta un caso a se stante. Ci sono casi in cui, per la presenza di una precedente infezione, causata dal dente da estrarre, oppure per la natura stessa dell’estrazione (p.es. denti in inclusione ossea, come i denti del giudizio), possono verificarsi fenomeni di edema (gonfiore) e/o dolore. Tuttavia, l’impiego dei comuni antibiotici ed antidolorifici, oppure l’assunzione di particolari rimedi omeopatici e/o omotossicologici, bastano a controllare i suddetti disturbi.

Quando viene estratto un dente, è sempre necessario sostituirlo?

SI. La presenza in bocca di “uno spazio vuoto” determina, col tempo, l’inclinazione dei denti adiacenti alla zona edentula e l’estrusione (uscita) dei denti antagonisti (dell’arcata opposta).

Le soluzioni, per sostituire un dente mancante sono varie:

         - terapia ortodontica

         - implantologia

         - protesi fissa tradizionale

         - protesi mobile

Perché vengono messi i punti dopo un’estrazione?

Non è sempre necessario ma, in alcuni casi, al fine di ottenere una guarigione migliore, è preferibile utilizzare dei punti di sutura, il cui inserimento e successiva rimozione, non sono assolutamente dolorosi.

E’ pericoloso effettuare l’anestesia? Quanto dura l’effetto?

No. Le molecole di ultima generazione (p.es. l’ARTICAINA) hanno drasticamente ridotto i casi di sensibilizzazione o i fenomeni allergici; in ogni caso, grazie ad un’attenta anamnesi, si possono prevenire quei rari eventuali casi di reazioni allergiche.

L’effetto dell’anestesia loco-regionale è di circa 2-3 ore, anche se la durata è strettamente legata al metabolismo individuale e quindi può variare da 1 a circa 4 ore.

Quanto dura una protesi fissa (capsula o ponte)?

La durata di una protesi fissa è strettamente dipendente dalla sede in cui viene fatta, dall’estensione del ponte, dallo stato del “moncone” su cui è cementata e dalla cura che ne ha il paziente.

Mediamente  la durata di un singolo elemento protesico può variare dai 10 ai 15 anni; tuttavia vi sono casi in cui la durata può risultare anche maggiore.

Esteticamente che risultato si può ottenere?

Il dente sostituito con una capsula è del tutto simile per forma e colore ad un dente naturale.

I materiali utilizzati possono creare fenomeni allergici?

NO. Tuttavia vi sono rarissimi casi di pazienti sensibili ad alcuni metalli pesanti, in tali casi è possibile realizzare delle protesi che non contengano tali metalli (corone in zirconio).

Una corona tende a cambiare colore col tempo?

Assolutamente NO. La ceramica è del tutto stabile nel tempo.

E’necessario avere particolari attenzioni?

Non più di quelle che si hanno per i propri denti.

Una corona si può cariare?

NO. Tuttavia è possibile che il dente o i denti su cui è stata cementata, se non vengono sottoposti a corrette manovre di igiene orale, possono andare incontro alla formazione di lesioni cariose.

E’ fastidioso “portare” una protesi mobile?

Normalmente il fastidio del “corpo estraneo” si avverte nei primi due-tre giorni; successivamente, si ha un progressivo adattamento che consente di non avvertire più la presenza della protesi

La protesi tende a “staccarsi”?

La protesi parziale (scheletrato), difficilmente ha problemi di mobilità grazie al fatto che vi sono dei ganci su alcuni dei denti residui: La protesi totale, invece, ha una tenuta che è determinata principalmente dalla conformazione delle strutture ossee su cui poggia. Di norma, la protesi superiore, poggiando sul palato che ha un’ampia superficie, risulta essere piuttosto stabile; quella inferiore, potrebbe dare più problemi, legati alla ridotta superficie di appoggio. In ogni caso, il problema è risolvibile grazie all’uso di impianti osteointegrati standard oppure a dei “mini” impianti che consentono di creare un ancoraggio per la protesi, in modo da ridurre  al minimo i movimenti della protesi.

Che tipo di manutenzione deve avere una protesi?

Entrambi i tipi di protesi vanno rimosse dopo ogni pasto, in modo da poter essere accuratamente pulite, grazie all’impiego di uno spazzolino da denti oppure di uno spazzolino per le unghie e del sapone neutro (non utilizzare mai alcun prodotto chimico); la stessa manovra verrà effettuata la sera prima di coricarsi. Durante la notte, la protesi va sempre rimossa dalla bocca, affinché le gengive, su cui ha gravato per tutta la giornata, possano “riposarsi”.

E’ doloroso inserire un impianto?

NO. Il fastidio avvertito è inferiore a quello che si avverte in seguito ad una comune estrazione dentaria.

E’ sempre possibile inserire un impianto?

NO. Il fattore limitante è l’osso in cui dovrà essere inserito. Infatti dalla qualità e dalla quantità di osso (valutabili grazie un esame TAC DENTALSCAN), dipende la possibilità di utilizzare o meno degli impianti osteointegrabili.

C’è pericolo di rigetto?

Assolutamente NO. Il titanio, di cui è costituito un impianto, è un materiale totalmente inerte che non può generare alcun tipo di “rigetto”.

Perché in alcuni casi c’è il rischio di perdere l’impianto?

Il problema è correlato principalmente alla capacità da parte del paziente di mantenere una corretta igiene orale (cui verrà opportunamente istruito), che non si discosta dalle comuni manovre utilizzate per i denti naturali. Se dovesse infatti accumularsi sulla superficie esposta dell’impianto, della placca, o peggio ancora del tartaro, potrebbe manifestarsi una periimplantite (cioè un’infiammazione dei tessuti che circondano l’impianto), la quale è la principale causa di fallimento degli impianti.

Che tipo di risultato estetico ci si può aspettare?

Se le condizioni anatomiche dell’osso sono favorevoli, il risultato estetico è del tutto simile a quello dei denti naturali.

Cosa sono i “miniimpianti”?

Sono degli impianti in titanio simili a quelli standard, ma con un diametro inferiore.Sono quindi indicati in casi particolari, in cui non vi è un adeguato quantitativo di osso, oppure come strumento di ausilio per migliorare la tenuta delle protesi totale (overdenture su impianti).

Quando è necessario  che un bambino effettui la prima visita di controllo?

L’età consigliabile per effettuare la prima visita dal dentista, se non vi sono sintomi tali da anticipare i tempi, è di sei anni circa. Si tratta infatti dell’età in cui comincia la permuta dei denti di latte, ed è proprio in questa fase che si può effettuare una eventuale diagnosi precoce di “malocclusione”, potendo intervenire con una terapia ortodontica “intercettiva” che consente, in poco tempo, di “controllare” la corretta eruzione dei denti permanenti.

E’ sempre necessario curare i denti di latte cariati?

Dipende dall’età del bambino e dall’esame radiografico. Se il dente in questione dovrà permanere in bocca ancora per molto tempo, prima di essere sostituito dal dente definitivo, si rende necessario curarlo in modo da “mantenere” i giusti spazi tra gli elementi dentari, così da non creare problemi nella fase di permuta.

E’ doloroso per un bambino curare i dentini?

NO. Si utilizzano i comuni anestetici locali e nel caso di estrazione di dentini di latte, può essere sufficiente utilizzare solamente il Crio Spray (spray a bassa temperatura).

Quando è necessario “sbiancare” i denti?

Vi sono due casi in particolare che vanno presi in considerazione:

A. le reali discromie dei denti, legate ad assunzione di particolari sostanze o medicinali, per le quali è richiesto effettuare uno sbiancamento di tipo professionale ed in più sedute con, eventualmente, un tratta mento domiciliare abbinato.

B. l’esigenza soggettiva di recuperare qualche tonalità cromatica per i propri denti. In questo caso, trattandosi di un trattamento esclusivamente estetico e non oggettivo, è consigliabile associare alle comuni sedute di igiene orale (ablazione del tartaro), il trattamento con il Prophy-Jet (si tratta di uno strumento che nebulizza ad alta pressione, contro la superficie smaltea del dente, una polvere con particelle di dimensioni infinitesimali che ha l’effetto di eliminare tutte le pigmentazioni superficiali del dente) ed un sistema di sbiancamento domiciliare (che da solo non sortirebbe un effetto accettabile, in quanto agirebbe su di una superficie non “preparata”).

Tutti i trattamenti sopra indicati sono assolutamente indolore e non richiedono l’impiego dell’anestesia.

Perché fare una faccetta su un dente non cariato?

In alcuni casi, vi sono delle gravi e non trattabili alterazioni della superficie dei denti anteriori che richiedono un trattamento protesico per ottenere un buon risultato estetico. In questi casi è necessario “preparare” il dente da trattare così come si fa per un dente che deve essere incapsulato, e rivestirlo con una faccetta in materiale estetico.

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